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E-cologia di Antonio Casa il blog sull'ambiente e il consumo Ago 04 2010 Bp e le altre sorelle
La notizia che Bp perforerà pozzi di petrolio in acque libiche intimorisce l'opinione pubblica siciliana, perché l'Isola dista poche centinaia di chilometri, una distanza minima in caso di incidenti. La Bp è la compagnia detentrice della piattaforma teatro del disastro più grave della storia marina, quello al largo della Louisiana per intenderci.
La questione, in sostanza, sta proprio in questo particolare. Perché già nel Canale di Sicilia sono presenti quattro impianti off shore e nessuno di questi ha finora causato fuoriuscite tali da preoccupare i siciliani. Di tanto in tanto in alcune spiagge compaiono chiazze oleose. Tuttavia da quando sono attivi i sistemi di sicurezza satellitari, i comandanti delle petroliere pensano bene ad aprire le stive per consentirne il lavaggio, prima di un nuovo carico. I pericoli teorici esistono, è vero. Anche e soprattutto perché l'Isola ha 8 raffinerie disseminate tra Augusta, Priolo, Gela e Milazzo. Siamo proprio sicuri, dunque, che il problema sia rappresentato soltanto dall'investimento della British Petroleum, consentito da Gheddafi già nel 2007? Lug 07 2010 Gestione dei rifiuti, persi tre anni
L'applicazione della legge regionale 9 del 2010 rimane ai blocchi di partenza. Mi riferisco alla riforma della gestione del sistema dei rifiuti. Atteso il fallimento della gestione precedente, le Ato Spa continuano ad accusare circa 1 miliardo di debiti, mentre è in corso la loro liquidazione. Stessa cosa per le società a cui negli ultimi anni è stato affidato il servizio di raccolta e smeltimento dei rifiuti, che ha portato al loro commissariamento.
Le discariche rimaste in esercizio sono 14, l'ipotesi di realizzare i termovalorizzatori (a patto che siano di ultima generazione) è remota, nonostante le "minacce" d'intervento del Governo nazionale, come avvenne più di un anno fa in Campania. Lombardo chiede pieni poteri, cioè che venga nominato commissario per l'emergenza, in modo di avere mani libere per realizzare nuovi impianti in tempi brevi, senza esclusione dei termovalorizzatori. Su una civile gestione dei rifiuti la Sicilia è ferma da tre anni, da quando è esploso il debito delle Ato e la gara degli inceneritori è stata bloccata dalla Corte di giustizia europea di Lussemburgo. Il 90% dell'immondizia continua ad ingolfare discariche sempre più in via di esaurimento, mentre la differenziata nell'ultimo anno è salita soltanto dello 0,9%. Risultati che stanno conducendo l'Isola verso un abisso. Di rifiuti. Giu 25 2010 Polveri sottili, ma non troppo
Nei giorni scorsi, Nomisma ha diramato i risultati di uno studio compiuto sul numero dei decessi causati dall'esposizione alle polveri sottili (PM10). Quasi 6 mila persone muoiono ogni anno per avere respirato elevate concentrazioni di PM10 nell'aria. Nell’elenco, che parte da Roma e si sviluppa attraverso le maggiori città della Pianura Padana, figurano, in coda, anche Messina (124) e Catania (110 morti) .
A sorpresa, nell’elenco non c'è Siracusa che, secondo l'Istat, è, invece, in testa per il numero degli sforamenti nel 2008 e 2009: circa 630 volte in 729 giorni. Un record negativo.
Una tesi scientifica, avallata dal ministro dell’Ambiente, fa risalire alla sabbia del Sahara la causa dell'alta concentrazione di PM a Siracusa. Lì e soltanto lì, perché nel resto della Sicilia sud orientale esposta ai venti provenienti dal Nord Africa, non vi è traccia di una tale quantità di polveri sottili.
Un rischio c'è: si finirà col fare credere che la sabbia fa bene ai polmoni dei siracusani. Così, alla prossima ventata di Scirocco conviene mettersi alla “marina” ed inspirare profondamente.
Giu 18 2010 Trivelle
"Il ministero dell'Ambiente, da quando esiste la Commissione per la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), cioè dal 1997, non ha mai autorizzato alcuna perforazione petrolifera nel mare della Sicilia". Lo afferma il ministro dell'Ambiente, del Mare e della Tutela del Territorio Stefania Prestigiacomo intervenendo in merito alla vicenda relativa alle trivellazioni petrolifere nei mari siciliani. "Allo stato degli atti – precisa il ministro – esiste una sola richiesta di esplorazione senza perforazione per la quale non è stata concessa la VIA".
Il ministro Prestigiacomo già nelle scorse settimane ha ribadito in più circostanze di ritenere improponibile l'attività di estrazione di idrocarburi in zone di mare vicine ad aree protette, come è il caso delle Egadi, e che in quest'ottica effettuare esplorazioni rischia di rivelarsi per le stesse aziende un inutile dispendio di denaro. "Questa è la situazione – ha proseguito il ministro – ad oggi non esiste realisticamente alcun rischio che il mare della Sicilia sud occidentale sia trasformato in un campo petrolifero".
Eppure, basta sfogliare i giornali e scoprire che a fine aprile l'Eni ha annunciato, nel corso della conferenza stampa successiva all'assemblea degli azionisti, tramite il direttore generale della divisione Esplorazione e produzione, Claudio Descalzi, come siano stati scoperti parecchi miliardi di metri cubi di gas nel Canale di Sicilia. Pochi giorni dopo è invece stata la volta della Shell che sul Corriere Economia, tramite Marco Brun, presidente e amministratore delegato, ha dichiarato come nel Canale di Sicilia ci sia un autentico tesoro petrolifero. Come sarebbero stati scoperti questi favolosi giacimenti? Senza sondaggi?
Incrociando i dati, attualmente nell’Isola ci sono 21 titoli minerari - 6 permessi di ricerca, 14 concessioni di coltivazione (nel dettaglio ci sono 13 titoli produttivi a gas e 5 a olio) e 1 permesso di ricerca di risorse geotermiche – e altre 11 istanze sono state presentate per il conferimento di nuovi titoli minerari, senza contare i permessi di ricerca nel mare antistante le coste isolane che sono almeno 12.
Per poter trivellare in mare, le imprese hanno bisogno di speciali fluidi e fanghi perforanti per portare in superficie i detriti perforati (cutting) lasciando tracce di cadmio, cromo, bario, arsenico, mercurio, piombo, zinco e rame.
Se il ministero dell'Ambiente non ha autorizzato perforazioni o ricerche, qualcun altro lo ha fatto. Il risultato, tanto, è sempre lo stesso.
Giu 03 2010 Spiagge per famiglie con prole
In Sicilia sono più le spiagge adatte ai bambini che ai grandi. È strano, ma i giudizi dicono esattamente questo.
Da un sondaggio pubblicato dal mensile della Rcs, Ok la salute prima di tutto, emerge che i pediatri hanno indicato in tutta Italia soltanto 20 litorali dove portare i più piccoli senza problemi. Ebbene, 6 di questi siti sono in Sicilia: Casuzze e Scoglitti nel ragusano, Vendicari in provincia di Siracusa, Porto Palo di Menfi in provincia di Agrigento, Tre Fontane e Torretta Granitola, entrambe nel trapanese.
La notizia non fa il paio con le Bandiere blu assegnate dalla Fee, Foundation for environment education. Anche quest'anno sono state confermate Pozzallo e Marina di Ragusa (Ragusa), Menfi (Agrigento) e Fiumefreddo (Catania). Solo 4 e basta. Le Bandiere blu sono assegnate, oltre che per la qualità delle acque, anche per tutta una serie di servizi offerti dalle località inserite nella lista.
Dall'incrocio dei due dati, emerge che alle famiglie con prole viene suggerito di recarsi nelle spiagge del ragusano e dell'alto agrigentino. Menfi è l'unica località a comparire in entrambe le liste.
Per un'Isola che ha un'estensione delle coste inferiore soltanto alla Sardegna, però, lo spazio è veramente troppo ristretto.
Mag 25 2010 Termovalorizzatori: a volte ritornano
Mag 07 2010 Per pedalare non sempre č sufficiente volere la bicicletta
Ma il problema del difficile rapporto tra siciliani, amministrazioni locali e bici non è esclusivamente legato all'assenza materiale delle piste, ma principalmente alla difficoltà di far rispettare la destinazione d'uso di determinati spazi, a volte anche per l'assenza dei fruitori. Costruire nuove piste non sempre vuol dire veder gente in giro in bici: l'estate scorsa a Palermo ci fu una polemica sulla presenza delle piste senza che fossero adeguatamente pubblicizzate dall’amministrazione, mentre a Catania le corsie per le bici vengono spesso improvvisate come parcheggi. Apr 29 2010 Sicilia-Lombardia: la differenza č nei cassonetti
Le ultime statistiche ufficiali dicono che in Sicilia l'89% dei rifiuti viene smaltito in discarica, contro l'8% della Lombardia dove funzionano 11 termovalorizzatori, mentre nell'Isola nemmeno uno.
E non ne sono previsti, perché il nuovo piano regionale dei rifiuti punta a differenziare il 65% dei rifiuti entro il 2015. Oggi, la differenziata nell'Isola rappresenta poco più del 6% della raccolta totale.
In attesa di vedere i risultati alla fine del lustro, ben sappiamo che il divario tra Sicilia e Lombardia esiste. Anche, e soprattutto, sul ciclo dei rifiuti.
Apr 16 2010 Termovalorizzache?
La Procura di Palermo indaga in relazione all'affare termovalorizzatori in Sicilia, un business stimato in oltre 4 miliardi di euro. Le ipotesi di reato formulate dai pm, Nino Di Matteo e Sergio De Montis, sono associazione mafiosa e illeciti nella gestione degli appalti.
I magistrati hanno iscritto i primi nomi nel registro degli indagati e hanno cominciato l'attività istruttoria. Per due volte è stato sentito dai magistrati l'assessore regionale all'Energia Pier Camillo Russo, autore del dossier-denuncia sugli appalti per la realizzazione degli impianti. Il documento è stato anche citato dal governatore Raffaele Lombardo durante l'intervento all'Ars seguito alla notizia della inchiesta a suo carico per concorso in associazione mafiosa, aperta dalla Procura di Catania.
Diversi i profili che la Procura sta cercando di chiarire. Dalla procedura di aggiudicazione, fatta, appunto senza la dovuta pubblicizzazione, alla costituzione delle Ati - istituite alla presenza dello stesso notaio - e alla partecipazione alla gara di un'impresa, la Altecoen, priva di certificazione antimafia. La ditta venne estromessa, ma la gara proseguì.
Il primo bando per l'aggiudicazione dei lavori, gestito dalla Regione attraverso l'Arra, l'exagenzia regionale per i rifiuti e le acque (decaduta il 31 dicembre scorso), è del 2002.
I pm vogliono approfondire i criteri scelti per l'individuazione dei siti sui quali dovevano sorgere i termovalorizzatori: Palermo, Casteltermini, Augusta e Paternò. Aree individuate a posteriori, secondo gli inquirenti, dalla stesse ditte che avevano presentato le offerte.
Della vicenda si occuparono l'ex presidente della Regione Salvatore Cuffaro, allora in carica, in qualità di commissario straordinario dell'emergenza rifiuti, e il suo vice Felice Crosta. Ad aggiudicarsi l'appalto furono quattro raggruppamenti di imprese: tre dei quali capeggiati dal gruppo Falk e uno da Waste Italia.
La gara fu però annullata dalla Corte di Giustizia Europea che contestò il mancato rispetto della procedura di evidenza pubblica imposta dalla direttive europee. Le due successive gare bandite dalla Regione l'anno scorso sono andate deserte.
Tags: Palermo - Indagini Termovalorizzatori - Inchiesta Termovalorizzatori - Lombardo - Cuffaro - Pier Camillo Russo Permalink | Commenti: (2) | Scrivi un commentoApr 02 2010 La scampagnata passa prima dal pc
Alla vigilia di Pasqua una buona notizia. Per conoscere le aree attrezzate dei boschi siciliani basta andare sul sito internet www.boschidisicilia.it. L'iniziativa è del dipartimento regionale Azienda foreste demaniali che ha messo on line la mappa delle oltre 100 aree attrezzate per la fruizione delle riserve naturali gestite dal dipartimento in tutto il territorio dell'isola.
Con l’arrivo della primavera, basta poco per conoscere e scegliere ’area attrezzata dove trascorrere una giornata a stretto contatto con la natura.
La possibilità di trascorrere una giornata da vivere all’aria aperta in contesti naturalistici straordinari, vicini a piccoli centri dove la qualità della vita fa rima con genuinità ed autenticità delle produzioni alimentari ed artigianali, passerà prima dagli schermi del nostro pc. Una gran bella comodità.
Cliccate e giudicate. Fateci sapere se il servizio è di vostro gradimento.
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